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AikiJutsu

L'Aiki

Visto 1328 volte.   Pubblicato da Davide Mazzola il 08/10/2010 02:27     | Altri articoli
La realizzazione dell'Ai-Ki è la manifestazione di uno stato di totale controllo del corpo che vive ed agisce in perfetta armonia con le leggi naturali e cosmiche.

Il maestro Shiro Omiya afferma infatti che una buona tecnica aiki si basa sulla conoscenza del modo di reagire del corpo a determinati movimenti e livelli di pressione. Chiari riferimenti all’utilizzo di tecniche marziali che utilizzano il principio di aiki si possono trovare nel Kojiki, il “registro dei fatti antichi” (712 d. C.) la prima cronaca giapponese, che comprende la storia di Taki-mi-kazuchi-no-kami e Taki-mi-nakata-no-kami.

 

Queste due divinità Shinto erano entrambe conosciute per la loro tremenda forza e finirono inevitabilmente per scontrarsi: quando Taki-mi-nakata afferrò il polso di Taki-mi-kazuchi, il braccio di quest’ultimo si trasformò dapprima in una colonna di ghiaccio e poi nella lama di una spada, obbligando Taki-mi-nakata a ritirarsi intimorito.

 

Quindi, Taki-mi-kazuchi serrò a sua volta il polso dell’avversario e lo frantumò come una giovane canna, costringendo l’altro ad arrendersi e a fuggire pieno di terrore.

 

Analogamente, i maestri di aiki sanno come mutare il braccio in un bastone di ferro e la mano in una lama di spada, sono in grado di stritolare il polso di un avversario senza l’utilizzo della forza fisica.

 

«Una buona tecnica aiki si basa sulla conoscenza del modo di reagire del corpo a determinati movimenti e livelli di pressione.»
Shiro Omiya
Le radici nascoste dell’Aikido, Aiki Jujutsu Daitoryu, tecniche segrete – Edizioni Mediterranee
 

Spiegare questo principio non è una cose molto semplici da farsi  e, soprattutto, riuscire a trasmetterlo in modo corretto. Il migliore dei modi per arrivare a comprenderlo e per me praticare il  Doshinryu Aikijutsu finché, attraverso l’esperienza diretta, non se ne giunga alla realizzazione.

 

 

 

«Aiki è tirare quando vieni spinto e spingere quando vieni tirato. E' lo spirito della lentezza e della velocità, dell'armonizzare il tuo movimento con il ki del tuo avversario. Il suo opposto è il kiai, cioè spingere fino al limite, mentre l'aiki è non resistere mai»
Stanley Pranin
in una sua pubblicazione sulla visione dell'Aiki da parte di Takeda Tokimune

 

“…anche nella via delle arti marziali esiste un ritmo preciso.
È indispensabile avere esatta cognizione di questi ritmi per procedere nel modo migliore a seconda delle circostanze.
Conoscendo il ritmo del vostro avversario potrete seguire un ritmo che lo sconcerti e sconfiggerlo."
Miyamoto Musashi – Il libro dei cinque anelli – Edizioni Mediterranee




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