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Presentazione DoshinRyu - Significato del termine Visto 1115 volte. Pubblicato da Davide Mazzola il 12/11/2010 09:44 | Altri articoliPer comprendere il termine è necessario capire innanzitutto il significato dei tre ideogrammi giapponesi (kanji) che ne compongono il nome. DoShinRyū <=> 道心流
道
Il carattere Do (道) compare nelle più antiche tracce della lingua cinese, dalle ossa oracolari della dinastia Shang (xvi-xi sec. a.C.) alle iscrizioni sui bronzi dell’epoca Zhou (xi-iii sec. a.C.).
L’analisi del suo significato ha orientato gli studiosi moderni verso un’interpretazione prevalentemente religiosa del termine, tanto da sostenere che il primo significato del carattere Do sia quello di “via di comunicazione tra il Cielo e la Terra” (Cfr. F. Avanzani, Confucianesimo.. cit., pp. 133-134).
È composto da due parti: la parte sinistra rappresenta un carro e dà al carattere il senso di qualcosa in cammino, mentre la parte destra rappresenta la testa di un uomo o di un animale. Le due parti insieme possono essere interpretate come uomo che guida un carro in una direzione; possono simboleggiare un cammino o una strada, una via che porta verso una destinazione o uno scopo.
Lo stesso carattere è impiegato anche con molti altri significati: come verbo significava “guidare” e “parlare” (Cfr. Confucio, Lunyun (I Dialoghi), cap. i); come sostantivo indicava un determinato metodo per fare una certa cosa o un ideale di vita morale e sociale da seguire, o un insieme di pensieri, di discorsi e d’insegnamenti di un maestro o di una scuola filosofica. (Cfr. Ivi, cap. iv)
心
Shin (心) significa cuore, mente, spirito.
Esso non si preoccupa soltanto delle sue funzioni vitali ma è anche sovrano del corpo e mediatore delle forze cosmiche che interagiscono tra l’uomo e i diecimila esseri.
Il cuore ricopriva anche le funzioni di pensiero nell’uomo, le cui specifiche attività venivano, e vengono tutt’ora, chiamate volontà e intenzione.
流
Ryū (流) rappresenta una scuola in cui un esperto pubblicamente riconosciuto insegna ad un certo numero di studenti l’uso strategico di una particolare arma o stile di combattimento a mani nude secondo particolari concetti.
Lo scopo primario del Ryū marziale, perciò, era educativo, nel senso che comportava la trasmissione di una scienza sistematica. In passato ogni scuola veniva generalmente chiamata con il cognome del fondatore o l’inventore del particolare stile di combattimento insegnato nella scuola stessa, oppure con il nome del clan sotto la cui egida il Ryū era ufficialmente autorizzato ad operare, oppure con i nomi immaginosi assegnati alle strategie ed alle tecniche tipiche della scuola, o di un certo principio “esoterico” di combattimento considerato come la pietra miliare didattica o la caratteristica saliente dell’insegnamento.
Da qui l’importanza del collegamento essenziale che c’è tra la pratica delle arti marziali e il tentativo costante di lavorare sul proprio cammino spirituale quale che esso sia e da qui anche il nome che ho scelto per la scuola, lo stile: la mentre della Via, o mente del Risveglio: Dōshin.
È l’abbreviazione di anokutara-sammyaku-sambodai-shin: la mente risvegliata che aspira a vivere in accordo con la viva realtà del Sé e delle cose; che, osservando profondamente mujō - l’impermanenza del Sé e di tutte le cose ed è così automaticamente libera da attaccamenti e desideri egoistici.
In un passaggio del suo libro “Karate-Do Nyumon”, anche il Maestro Shingeru Egami (Shotokai) da molta importanza al binomio intrinseco che sussiste tra Shin (mente-cuore) e l’arte marziale:
Il problema della mente è profondo.
La sua elevazione ad uno stato superiore, l'allargamento e la purificazione di se stessi, sono le ultime cose da conseguire per mezzo della pratica.
Si devono allenare mente e corpo, perché diversamente la pratica non ha senso.
Tentando di pulire la vostra mente dalle impurità della vita quotidiana, per mezzo del contatto spirituale con gli altri.
La mente ed il corpo sono simili a due ruote di un carro, nessuna delle due ha il predominio.
Questa è la pratica autentica.
Ottenere qualcosa di valore spirituale nella vita è vera pratica.
Entrando in contatto fisico con gli altri, si entrerà anche in contatto spirituale. Nella vita quotidiana bisogna arrivare a conoscere le nostre relazioni con gli altri, come ognuno di noi influisca sugli altri e come le idee si possano scambiare. Si devono rispettare gli altri e pensare bene di loro. Le persone devono essere mentalmente aperte e rispettose del benessere e della felicità altrui.
In un combattimento, quando riuscirete a trascendere dalla semplice pratica, riuscirete ad essere una cosa sola con il vostro avversario.”
Maestro Shingeru Egami
Praticare il DōshinRyū Aikijutsu significa seguire un preciso metodo educativo che ci spinge ad accrescere la nostra sensibilità attraverso un proprio e non coercitivo percorso spirituale così che noi stessi possiamo trovare in maniera indipendente la Via che ci conduce all'esperienza del risveglio! |